Personale “Arte senza confini”: Circolo Culturale Arte Città Amica 2008
Elena Piacentini sa trattare l’acquerello: si avvale infatti di questa tecnica con una notevole capacità, ottenendo così risultati sempre di notevole interesse e che sono soprattutto contrassegnati da una cifra pittorica mai sterile di poesia.
Innegabilmente, i suoi lavori ci testimoniano con notevole vivacità la sua solida e ben strutturata capacità di trasferire sul piano della rappresentazione emozioni che si estendono tra il visto e l’immaginato. Tra l’osservazione della realtà e la sua trasfigurazione pittorica. Una pittura forte, che sa sfruttare le molteplici possibilità di una tecnica difficile e che, attraverso un sapiente utilizzo delle cromie, acquista una vivida sostanza poetica.
Davanti ad alcune delle sue opere, riaffiora alla nostra mente un’affermazione di Chagall: “Dipingo come in un sogno, addormentato”…
Parole che ci sembrano adatte per fare da supporto al lavoro della Piacentini, poiché numerose delle sue costruzioni poetiche assumono peculiarità che le rendono simili a percorsi nell’anima: percorsi che è affascinante seguire. Appunto, quasi come in un sogno…
Questa connessione con la dimensione onirica - che ci pare contrassegni numerose delle opere della Piacentini - conducono l’osservatore in un universo colmo di fascino, destinato a restituire le atmosfere di una realtà che vive e si moltiplica nella sua straordinaria capacità dell’artista di trarne pochi ma fondanti elementi essenziali. Il tutto in direzione di una creazione che riesce a far convivere dinamicamente essere ed apparire.
Nelle diverse soluzioni tecniche adottate dall’artista, abbiamo modo di scorgere un universo parallelo, in cui la stretta convivenza di esperienze molto diverse, pone sempre in evidenza la dimensione interiore che è alla base della sua ricerca estetica.
Il risultato è costituito da una modulazione mai sterile di effetti cromatici, la cui origine è da ricercare in una composizione poetica che lascia sempre aperta una relazione tra il “dentro” e il “fuori”, tra il vedere e l’immaginare.
Difficile non cogliere il lavorio interiore che anima la ricerca della Piacentini: di certo, però, non è assolutamente facile comprendere se il suo dipingere sia il frutto di un’armonia interiore, o il risultato di quell’inquietudine forte che ogni giorno scaturisce dalle anse in cui ci rifugiamo per sottrarci un attimo dalla corrente della vita.
Qualunque sia l’istanza che anima questa sensibile signora, di certo i risultati a cui giunge dimostrano pienamente la sua capacità di slacciarsi dai ceppi delle convenzioni, ottenendo risultati che modulano l’istanza mai spenta del realismo, alla prorompente ricerca di soluzioni totalmente svincolate da ogni legame con la realtà apparente.
Nelle sue costruzioni in cui la materia viene totalmente deprivata da ogni vincolo materiale, abbiamo modo di conoscere la prorompente forza poetica di un’artista che riesce a suggerire forti empatie con il colore.
L’imprevedibile evoluzionismo dell’acqua - materia a cui la Piacentini è molto legata - compie poi il resto del processo alchemico, dimensionando un universo poetico in continuo divenire, costantemente dinamicizzato da un mai pago desiderio di scoprire nuove forme. Nuovi itinerari di bellezza….
Massimo Centini Antropologo- Scrittore: ottobre 2008

Corriere dell’arte
...La Piacentini, crea il vago e l’indefinito proprio dalla “parola” scientifica e precisa in maniera tipicamente leopardiana......le sue immagini sono improntate ad una gentilezza e femminilità che lascia immaginare il paesaggio più che ricrearlo...

Serena Avezza – Giornalista, 24 ottobre 2008





Personale:“il segno, l’immagine , la scrittura” galleria Wunderkammer 2005
rivista multimediale IRIDE a cura di Antonio Miredi aprile 2005
“Caratteristica innegabile ed evidente… è proprio l’intensità emotiva che segna le sue opere; quasi che prima di abbozzare una forma, di tracciare un contorno, di combinare sulla tavolozza la ridda dei colori prescelti, intingesse - suo malgrado? - il pennello nei più intimi meandri dell’inconscio per trarre da quegli abissi umorali la vera forza che impregna ogni sua creazione”.…
…”Completa viene ad essere l’arte stessa di Elena Piacentini che, vuoi nella tecnica pittorica, vuoi nei temi scelti per liberare il suo talento, si dimostra una pittrice assai più matura di quanto la sua reale età anagrafica non dica. Si parla, qui, di una maturità, narrata attraverso l’immagine, con la gentilezza propria del femminile sposato alla forza dell’ “animus” maschile junghiano, a riprova del fatto che la Persona vera, e più che mai l’Artista autentico, sanno prescindere da ogni collocazione, da ogni etichetta voglia imprigionarli in uno schema tristemente, banalmente standardizzato.”
Anna Antolisei Scrittrice- Poetessa aprile 2005

recensione catalogo della mostra e libro di poesie “dialoghi dell’Es”
“... il percorso pittorico . di Elena Piacentini . si snoda attraverso una successione di immagini, di attese, di silenzi;si identifica con una figurazione che ha il fascino di un interiore incontro con la natura e la realtà circostante ; si misura con il senso profondo dell’esistenza e dall’esistenza trae sensazioni emozioni,suggestioni...
...”Vi è nei suoi quadri una continua e inesausta volontà di comunicare la propria dimensione umana, mediante un tono sommesso e narrativo .che assume una maggiore evidenza con i versi di Anna Antolisei .”(--> vedi libralogo nel banner fucsia)
...”foreste,visioni, nuvole,macchie di colore,acque, distese di neve,foglie, cieli,fiori e melograni,caratterizzano l’attuale dimensione della ricerca della Piacentini, che si stempera in raffigurazioni tra realtà rivisitata ed un’elaborazione quasi astratta. E nelle sue opere si “scopre” il rinnovarsi dell’immagine in un sintetico(a volte anche simbolico) dispiegarsi degli elementi compositivi, pervasi da una sottile vena poetica che evoca approdi della memoria, momenti “di rese e di vittorie”, di magici richiami a una verità interiore.

Angelo Mistrangelo, Critico d’Arte, Giornalista: Torino, 10 marzo 2005 .


..L’acquerello è... una tecnica veloce,fatta di tocchi di pennello sapienti,di inaspettati turbamenti del pigmento in sospensione nell’acqua, di tensioni del foglio alternate a inaspettate cedevolezze.
Così come se il segno sgorgasse direttamente dall’animo, un sospiro,un sussurro nello spandersi sul foglio dà vita ad una vera e propria sinfonia.
L’urgenza dell’artista è la medesima del direttore d’orchestra: quella di controllare ed indirizzare gli acuti ed i bassi delle cromie:di armonizzare il segno all’inconscio.
Infine nasce l’immagine, non senza trepidazione, quasi trattenendo il respiro, si attende che il lavoro sia asciutto, che il pigmento non si muova più e diventi parte integrante del foglio, sapendo che in caso di errore non resterà altro da fare che ricominciare pazientemente tutto da capo.
Sergio Innocenti – Giornalista, Torino, marzo 2005

Elena Piacentini, dipinge con una sicura visione, sognata, geniale, intelligente, capace di variare i toni addensati nelle profondità dei quadri a seconda delle situazioni dirette e riflesse a contemplare un mondo prima... emozionale.
Tra le sue opere :“Sotto la neve” si potrebbe paragonare a “il Vascello Fantasma di Paul Huet,
...mentre si discosta con “Sanguigno”... colore ben sintetizzato da Steiner:”il sangue è l’organo della vita”:in quest’opera il Rosso è colto nel suo aspetto dinamico e intrattiene un dialogo con l’intero contesto, particolarmente pregnante nella ricercatezza del colore e nell’immagine simbolica.
la sua ispirazione trova compimento in una sorta di grazia fluttuante.
Anaide Bracco - Artista,Scrittrice Torino, settembre 2005
Corriere dell’Arte
Elena Piacentini... sembra non attaversare mai la sottile linea di demarcazione tra la figurazione e l’astrazione, rimanendo sospesa in un lirico naturalismo ...
Claudia Giraud - Giornalista 16 aprile 2005
“...Pittrice, con il dono della sintesi poetica, che sa infondere in una materia tanto aleatoria ... come può essere l’acquerello, un alito di eternità. Che sa arginare e contrastare la necessità a volte inesorabile, di lasciarsi travolgere dalla sua stessa urgenza creativa.
Claudia Giraud – Giornalista, 30 aprile 2005


personale Emozioni”2004
Piemonte paese rubrica “Mostre & Artisti “in tutto il nord ovest.
Elena Piacentini riprende con questo appuntamento espositivo all’Art and Coffee, dopo un lungo silenzio, una fase di appartata riflessione e un periodo durante il quale ha maturato la sua visione della realtà traducendola in luminosi fogli d’acquerello.
E sono proprio gli acquerelli il” corpus” di un incontro segnato da un accentuato verismo , che si stempera nelle sottili cadenze di un simbolismo in cui si avverte l’essenza dell’interpretazione del mondo dei fiori e il senso di un linguaggio estremamente calibrato dove i petali si aprono alla luce nell’incanto del giorno e contemporaneamente esprimono i momenti determinanti della sua interiorità. Corolle e steli, bacche e rami, si dispongono sulla superficie del foglio di carta con misura e mediante una linea incisiva che fissa con continuità i contorni dell’immagine immersa nel silenzio.
La raffigurazione appare realizzata con freschezza , con un cromatismo limpido e impreziosito dalla luce atmosferica, polverizzato su fondi finemente elaborati che li rende misteriosi e impalpabili.
Angelo Mistrangelo -Critico d’Arte, Giornalista: 8 marzo 2004